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“Trapani,
città delle primitive e antichissimo soggiorno, giace sul
mare che la circonda d’ogni lato, entrandosi se non per un
ponte dalla parte di levante. Il porto è sul lato meridionale;
porto tranquillo, senza movimento: quivi un gran numero di
legni sverna sicuro da tutti i venti, rimanendovi cheto il
mare mentre fuori imperversano i flutti. In questo porto si
prende una quantità strabocchevole di pesce; vi si tende anco
di grandi reti al tonno; si trae similmente dal mar di Trapani
del corallo di prima qualità. Dinanzi la porta della città
giace una salina”.
Con queste parole Al’ Idris, geografo arabo alla corte
di re Ruggero, racconta Trapani e la sua economia.
La città nei secoli ha subito numerosi mutamenti, mantenendo
comunque la sua caratteristica forma di falce. A tre metri
sul livello del mare, occupa una superficie di circa 4.000
metri quadrati. La sua posizione è a 38° 4’ di latitudine
boreale e a 30° 40’ di longitudine orientale. Conta 69.497
abitanti (dati del censimento dell’ottobre 2001). La città
si caratterizzava per la presenza di quattro torri d’avvistamento:
Torre Vecchia, Torre del Castello di Terra, Torre Pali, Torre
di Porta Oscura o dell’Orologio. Durante le guerre puniche,
il generale cartaginese Amilcare Barca costruì la quinta torre,
il Castello della Colombaia. Le quattro torri racchiudevano
la città all’interno di un quadrilatero murario. I confini
erano segnati dalle attuali via Garibaldi, via XXX Gennaio,
Via Torre Pali e via Torre Arsa. Le mura di levante terminavano
con un fossato, seguito da un canale navigabile. Il centro
urbano venne ampliato in epoca aragonese.
All’originario rione “Casalicchio”, o di San Pietro, si affiancarono
il rione “di mezzo” o di S. Nicola ed il quartiere “Palazzo”.
In questo periodo vennero costruite la Rua Grande (l’attuale
Corso Vittorio Emanuele) e la Rua Nova (l’attuale Via Garibaldi).
Furono potenziate le difese, con la realizzazione di una cinta
muraria rafforzata da bastioni. La città dispose di undici
porte e numerosi nuovi bastioni di difesa. Nel 1671 venne
eretta la Torre di Ligny, tuttora esistente, su ordine del
viceré don Claudio Morando, principe di Ligny. All’interno
di Torre di Ligny, nell’estrema punta della falce, vi è oggi
il Museo della Preistoria. Nel 1862 il governo italiano, con
Regio Decreto, privò la città della qualifica di Piazza d’Armi,
che la obbligava a mantenere le fortificazioni.
Vennero così abbattuti i bastioni e le mura e la città potè
espandersi verso est: fu prosciugata e bonificata la zona
della Marinella nella Salina del Collegio, fu riempito il
canale navigabile, Rua Grande e Rua Nova assunsero i nomi
attuali, furono lastricate strade e ne furono realizzate altre,
come il lungomare, Piazza Marina e Via Fardella. Risale a
questo periodo anche la costruzione del Palazzo delle Poste,
della Provincia e della Capitaneria di Porto. Con l’esproprio
dei beni ecclesiastici, la soppressione delle confraternite
religiose, molte proprietà passarono al Comune, alla Provincia
ed ai privati, divenendo sedi di uffici pubblici, scuole,
istituti. Altri edifici vennero abbattuti, come il convento
di Sant’Agostino e il monastero di Santa Chiara. I bombardamenti
della Seconda Guerra Mondiale determinarono un nuovo assetto
urbanistico della città. Venne ricostruito il rione San Pietro,
con la creazione di una nuova strada, Corso Italia. Ai tradizionali
quartieri San Pietro, San Francesco, San Lorenzo, San Nicola,
Maria Ausiliatrice, Sacro Cuore e Borgo Annunziata si aggiunsero
i rioni Palma, San Giuliano (che ricade nel territorio del
Comune di Erice) e Cappuccinelli. |
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